Il Training Autogeno in menopausa

Il Training Autogeno in menopausa

La menopausa ieri e oggi

Una ventina di anni fa, le prime femministe arrivate alla soglia dei loro cinquanta anni incominciarono a sfatare i pregiudizi sulla menopausa, loro che ne avevano già sfatati tanti sulla sessualità, sulla contraccezione e – in generale – sulla femminilità.

Anche grazie a loro, oggi non abbiamo più in mente lo stereotipo della cinquantenne in procinto di entrare nel tunnel della vecchiaia, della inefficienza fisica, dei rimpianti.

Molto è cambiato da quando le donne – ma anche la scienza medica – confondevano la fine della fertilità con la fine della femminilità, e pensavano che la menopausa cancellasse entrambe. Oggi siamo propense a considerare questo evento una normale fase di passaggio, e nemmeno la peggiore. Ha i suoi vantaggi e spesso coincide con momenti della vita ricchi di progetti, produttivi e creativi nel lavoro come nella vita privata.

La cinquantenne di oggi è attraente, si prende cura di sé, vuole vivere bene e dare significato alla propria vita. E’ oggetto di attrazione sessuale, anche da parte di uomini più giovani, e le cronache rosa ce ne danno puntualmente conferma.

Ciò nonostante, alcuni disturbi legati ai mutati equilibri ormonali possono risultare fastidiosi.

La terapia ormonale sostitutiva

 

 

La terapia ormonale sostitutiva – che ha molto arricchito le case farmaceutiche – non è più vista come la panacea per tutti i piccoli o grandi disturbi della menopausa.

Per anni le terapie ormonali sono state sopravvalutate e prescritte a tutte, quasi la menopausa fosse una malattia da curare, o un difetto da eliminare.

Oggi se ne valutano i rischi e vengono prescritte quando proprio non se ne può fare a meno. In tutti gli altri casi, i disturbi più o meno fastidiosi possono essere affrontati con un sano stile di vita, con le terapie naturali, e con un atteggiamento psicologico positivo nei confronti del climaterio e della vita in generale.

Comportamenti virtusi

 

Negli anni della menopausa, spesso ci si decide a mettere in atto quei comportamenti virtuosi che negli anni precedenti venivano sottovalutati, per mancanza di tempo e di disposizione mentale.

Tra questi, la pratica regolare del Training Autogeno è a buon diritto uno tra gli strumenti più efficaci.

I disturbi della menopausa


I disturbi più comuni in menopausa sono l‘irritabilità, l’insonnia, le vampate di calore, l’aumento di peso, la tendenza all’umore depresso e agli sbalzi di umore. Vediamo come il TA può essere di aiuto.

Irritabilità

Il TA, in quanto tecnica di autodistensione, promuove uno stato di benessere psicofisico e può diventare una piacevole abitudine quotidiana per mantenere uno stato di tranquillità e per rispondere in maniera adeguata agli eventi stressanti.

L’ allenamento regolare con il TA abbassa il livello degli ormoni dello stress e aumenta la produzione delle endorfine, contribuendo in tal modo a mantenere stabile l’umore.

Può anche potenziare gli effetti di altre pratiche di igiene psicofisica, quali la meditazione, il movimento fisico, la dieta equilibrata.

Insonnia

La pratica regolare e costante del Training Autogeno aiuta a prevenire e curare l’insonnia che sovente si presenta in menopausa.

L’esercizio di Training Autogeno eseguito la sera favorisce la qualità del sonno e riduce i risvegli notturni. Quando questi si verificano, è possibile riaddormentarsi con facilità praticando brevemente il TA per qualche minuto.

Si possono elaborare delle formule comportamentali specifiche per favorire l’addormentamento e anche per prevenire i risvegli precoci.

Si può utilizzare anche la tecnica dell’orologio interno, programmandosi, tramite una formula specifica, a svegliarsi a una certa ora e non prima.

Vampate

Le famigerate vampate sono tra gli effetti più fastidiosi, sia perché disturbano il sonno, sia perché hanno fastidiose implicazioni sociali. Spesso si ha la sensazione che tutti si accorgano dell’improvviso rossore e del disagio che ne consegue, anche se non è quasi mai così.

Per ridurle, si può agire con il TA in due modi:

Indirettamente: il fatto stesso di praticare quotidianamente un metodo di autodistensione genera uno stato mentale di serenità rendendo la donna meno soggetta alle vampate. Queste, infatti, hanno in parte una origine psicosomatica, sebbene vi sia alla base una componente ormonale. Molte donne riferiscono che, quando sono tranquille hanno meno vampate, mentre tendono a soffrirne di più nei momenti di agitazione o di stress.

Direttamente, le vampate possono essere affrontate attraverso la personalizzazione dell’ultimo esercizio del ciclo somatico, la Fronte fresca. Si tratta di un esercizio che provoca vasocostrizione. La donna allenata può personalizzare l’esercizio, imparando a trasferire la vasocostrizione (sensazione di fresco) sul volto e sul tronco.

Un’altra possibilità è quella di imparare a convogliare il calore verso una parte del corpo non visibile, ad esempio i piedi. Con apposite formule personalizzate, la donna fa defluire il calore della vampata dal volto ai piedi, eliminando così non solo il disturbo in sé, ma anche l’ansia sociale ad esso correlata.

Aumento di peso

Alla menopausa e ai mutamenti ormonali ad essa correlati si attribuisce l’aumento di peso, ma oggi si tende a pensare che gli squilibri ormonali siano in minima parte “colpevoli” dell’aumento di peso. Vanno presi anche in considerazione i fattori psicologici e le abitudini di vita.

La donna serena, motivata, attiva professionalmente è più propensa a prendersi cura di sé, ad alimentarsi correttamente e a dedicare del tempo al movimento fisico. Queste buone abitudini sono più facili da acquisire e da mantenere se sostenute da un allenamento costante con il TA. La tecnica, infatti, è utilizzata con successo quando è necessario sostenere la motivazione, la concentrazione e l’impegno in vista di un obiettivo, ad esempio nello studio, o nello sport.

La dieta, dunque, così come il movimento fisico quotidiano, possono rappresentare un obiettivo, proprio come affrontare un esame o una gara sportiva, e come per questi, ci si può aiutare con il TA.

Inoltre, poiché spesso di mangia per noia, o per riempire dei vuoti emotivi o affettivi, è possibile colmare tali vuoti con il piacevole appuntamento con se stese costituito dalla esercitazione con il Training Autogeno.

Infine, abbassando il livello di ansia generalizzata, il TA tende a impedire l’instaurarsi del circolo vizioso: tensione – cibo – senso di colpa – aumento della tensione.

Umore depresso

Sarebbe riduttivo pensare che lo squilibrio ormonale sia l’unico responsabile delle alterazioni dell’umore che affliggono alcune donne nel periodo della menopausa.

Accade di frequente che l’età del climaterio coincida con l’insorgere di problematiche esistenziali dovuti ai fattori più diversi: insoddisfazione sentimentale o professionale, sindrome del nido vuoto, difficoltà relazionali, sensazione di non sentirsi più a proprio agio in un certo ruolo e difficoltà di ridefinirlo, solo per fare alcuni esempi. Si tratta magari di problemi a lungo latenti o ignorati, che si presentano solo apparentemente all’improvviso e che possono causare disagi di vario tipo, dalla malattia psicosomatica all’umore depresso, finanche alla depressione vera e propria.

Sarebbe altrettanto riduttivo aspettarsi che la pratica del TA – o anche della Meditazione o dello Yoga – possano di per sé guarire uno stato depressivo, seppur lieve.

La psicologia ritiene che il sintomo sia sempre una risposta a un disagio profondo, e tale disagio va scoperto, interpretato, elaborato: solo in questo modo, attraverso il lavoro che fanno assieme paziente e terapeuta, si arriva alla soluzione del problema.

In contesti del genere, il TA può essere di grande aiuto, ma solo se inserito nel più vasto progetto di una psicoterapia autogena.

La menopausa: progettare un nuovo inizio

La menopausa: progettare un nuovo inizio

La menopausa può rappresentare un nuovo inizio se la si vive con la mente aperta e con un atteggiamento positivo nei confronti della vita.

E’ davvero una fine?

Le definizioni più comuni della menopausa parlano della cessazione di qualcosa: dell’ovulazione, del ciclo mestruale, della fertilità. Questo senso di fine evoca sentimenti negativi, di lutto. Ma non è proprio così: se qualcosa finisce, qualcosa d’altro può incominciare. E’ più corretto dunque parlare non di fine ma di passaggio.

Il modo migliore per celebrare questo passaggio è progettare una nuova fase della vita e non è affatto detto che sia meno intensa delle precedenti, soprattutto se si ha ben presente che la fine della fertilità non coincide affatto con la fine della femminilità.

Una donna che entra oggi in menopausa ha un’aspettativa di vita attiva e in buona salute assai maggiore di quella della propria madre: come vivere gli anni che le si prospettano?

Prendersi cura di sé

Prendendosi cura di sé, raccomandano i medici, con suggerimenti ben precisi sul piano del benessere fisico: prestare maggiore attenzione all’alimentazione, al movimento, alla prevenzione delle malattie. Spesso le buone pratiche sono di per sé sufficienti per evitare che i disturbi tipici della menopausa diventino un problema, tuttavia il calo degli estrogeni e il mutamento degli equilibri ormonali provocano effetti diversi da donna a donna.

Va comunque considerato che spesso gli squilibri ormonali si manifestano in un una fase della vita in cui altri avvenimenti possono turbare l’equilibrio psicologico della donna: i figli che si allontanano emotivamente e fisicamente, il partner che vive a sua volta un periodo di crisi e di turbamento nel passaggio di età, o le difficoltà sul lavoro dovute al confronto con colleghi più giovani.

E’ dunque difficile stabilire quanto incidano gli ormoni nel determinarsi dei disturbi fisici e dell’umore e quanto il dover far fronte a nuove situazioni non sempre facili da affrontare.

La terapia ormonale sostitutiva e le tecniche dolci

Ad ogni modo, quando i malesseri risultano difficili da tollerare è opportuno rivolgersi al ginecologo di fiducia e valutare l’opportunità del ricorso alla terapia ormonale sostitutiva (TOS).

Non è detto che sia sempre necessario farvi ricorso: ciascuna donna deve essere attiva nel valutare i pro e i contro di tale scelta, senza sopravvalutarla né demonizzarla, tenendo anche conto delle enorme risorse offerte dalle terapie naturali e da tecniche di rilassamento come il Training Autogeno.

L’importante è mantenere un atteggiamento costruttivo e mai rassegnato: non è affatto detto che i disturbi della menopausa vadano sopportati passivamente!

Il benessere fisico, si sa, non può prescindere da quello mentale e nel curare il nostro corpo dobbiamo tener conto delle nostre istanze psichiche più intime e profonde: stiamo bene con il nostro corpo se abbiamo raggiunto un buon equilibrio psicologico

Ciascuna donna affronta il periodo della menopausa con il proprio bagaglio di vissuti personali e di aspettative. Chi si aspetta un periodo difficile e doloroso, probabilmente metterà in atto una serie di atteggiamenti mentali che determineranno l’avverarsi della profezia. Al contrario, le donne che non attribuiscono connotazioni negative alla menopausa e non si aspettano di soffrire per i malesseri ad essa legati, hanno maggiori probabilità di viverla senza disturbi o con effetti trascurabili.

A questo proposito, è significativo il fatto che presso le culture in cui la donna, con l’avvento della menopausa, acquista uno status sociale di prestigio, i disturbi fisici sono quasi del tutto sconosciuti.

Di norma, le donne che tendono a vivere più serenamente la fine dell’età fertile sono coloro che si sono realizzate, hanno una vita ricca di significati e intendono continuare a trarre il meglio da essa. Al contrario, le donne con la tendenza ad auto svalutarsi, tendenti al pessimismo, o che hanno incentrato la propria auto-affermazione sull’avvenenza fisica, tendono a considerare la menopausa come un lutto.

Per tutte, comunque, la menopausa porta dei cambiamenti e la psicologia ci insegna che l’adattamento è la risposta sana al cambiamento.

Che cosa significa adattamento per la donna che entra in menopausa?

 

Di sicuro l’accettazione del corpo che cambia e la tendenza a valorizzarne gli aspetti positivi piuttosto che enfatizzare gli inevitabili aspetti negativi.

Ma non solo. Con il passare degli anni, cambiano i valori, le aspettative, il modo di vivere i rapporti interpersonali, tutte variabili che contribuiscono a conferire significato alla vita.

Talvolta può accadere di continuare a incentrare la propria vita su un sistema di valori non più attuale, e di avvertire, di conseguenza, un senso di disadattamento, di estraneità nei confronti di se stessa e del mondo esterno.

 

Che fare? Ridefinire il senso della vita

Le situazioni cambiano e quello che è andato bene finora potrebbe non essere più attuale. Non sempre questo passaggio così delicato può essere fatto da sole e l’avvento della menopausa potrebbe essere un’ottima occasione per ripensare al senso della propria vita con il sostegno di una psicoterapia, per ridefinire le aspettative e gli obiettivi della propria vita e per affrontare eventuali problemi rimasti a lungo irrisolti.

Nuovi obiettivi portano con sé voglia di nuovo, e un entusiasmo che aiuta a compensare gli aspetti negativi del cambiamento.

Ci si può focalizzare su:

La propria persona

Possiamo adattarci al cambiamento del corpo sottolineandone i lati positivi.

Si può curare la propria persona con maggiore attenzione a un sano stile di vita, come si è detto, ma anche valorizzando l’aspetto estetico: nuove scelte nell’abbigliamento, nel trucco, nel taglio e nel colore dei capelli possono diventare un modo per adattarsi in maniera armoniosa al cambiamento piuttosto che contrastarlo.

Chi lo contrasta a ogni costo corre il rischio di diventare patetica: anche chi a cinquant’anni ha ancora un bel corpo, non passa inosservata se si veste come un’adolescente!

Il rapporto con il partner

 

Chi vive con il partner di sempre può avvertire la necessità di ripensare il rapporto, trovare nuove forme di comunicazione, modalità differenti di condivisione.

O, ancora, se la relazione non funziona, potrebbe essere questo il momento di chiedere aiuto a un professionista, per valutare come migliorarla, o, se ciò non è più possibile, come chiuderla per guardare oltre. 

Chi invece è single può domandarsi che cosa si aspetta oggi da un uomo e aprirsi a nuove relazioni, magari diverse da quelle tradizionali. Ad esempio, molti senior preferiscono non rinunciare alla propria casa e alle proprie abitudini, pur condividendo spazi fisici ed affettivi con il nuovo partner.

In entrambi i casi, anche la sessualità può essere vissuta con modalità diverse, finalmente libere dal pensiero della contraccezione. Una cosa è ormai accertata: la menopausa non porta inevitabilmente la fine del desiderio, né della possibilità di vivere una sessualità appagante!

La vita sociale

In tutte le età il rapporto con gli altri aiuta a vivere traendo stimoli positivi dal confronto. Tanto più in un momento delicato della vita, è utile non isolarsi, ma al contrario arricchirsi grazie agli stimoli che vengono dall’esterno.
E’ importante anche parlare tra donne, per confrontarsi su come ciascuna vive questa fase. Ci si sente meno sole e si comprende che ciò che si prova è normale, visto che tante altre vivono sensazioni analoghe. 

Il rapporto con i figli

Chi ha incentrato la propria vita sulla cura dei figli, deve ricalibrare il proprio ruolo di madre su una relazione tra adulti, con persone che non hanno più la necessità di essere protette e accudite, ma accettate per ciò che sono diventate.
Chi madre non lo è diventata, per scelta o per destino, deve fare i conti con la maternità non vissuta e investire le proprie energie affettive su oggetti d’amore alternativi.

Il lavoro

Le donne che hanno dedicato molte energie alla professione possono cercare nuovi stimoli, modalità nuove di re-interpretare il lavoro di sempre, o iniziare a pensare a quali sogni nel cassetto hanno rinunciato e immaginare come realizzarli, man mano che il lavoro diventerà meno centrale nella loro vita. 

Anche chi non ha mai lavorato può pensare a una seconda vita: magari coltivando hobby che possono trasformarsi in lavori.

In conclusione

In conclusione, se è vero che la menopausa rappresenta una crisi nella vita di una donna, è altrettanto vero che può essere trasformata in una opportunità di crescita e di maturazione personale, verso nuovi obiettivi di vita.