La menopausa può rappresentare un nuovo inizio se la si vive con la mente aperta e con un atteggiamento positivo nei confronti della vita.

E’ davvero una fine?

Le definizioni più comuni della menopausa parlano della cessazione di qualcosa: dell’ovulazione, del ciclo mestruale, della fertilità. Questo senso di fine evoca sentimenti negativi, di lutto. Ma non è proprio così: se qualcosa finisce, qualcosa d’altro può incominciare. E’ più corretto dunque parlare non di fine ma di passaggio.

Il modo migliore per celebrare questo passaggio è progettare una nuova fase della vita e non è affatto detto che sia meno intensa delle precedenti, soprattutto se si ha ben presente che la fine della fertilità non coincide affatto con la fine della femminilità.

Una donna che entra oggi in menopausa ha un’aspettativa di vita attiva e in buona salute assai maggiore di quella della propria madre: come vivere gli anni che le si prospettano?

Prendersi cura di sé

Prendendosi cura di sé, raccomandano i medici, con suggerimenti ben precisi sul piano del benessere fisico: prestare maggiore attenzione all’alimentazione, al movimento, alla prevenzione delle malattie. Spesso le buone pratiche sono di per sé sufficienti per evitare che i disturbi tipici della menopausa diventino un problema, tuttavia il calo degli estrogeni e il mutamento degli equilibri ormonali provocano effetti diversi da donna a donna.

Va comunque considerato che spesso gli squilibri ormonali si manifestano in un una fase della vita in cui altri avvenimenti possono turbare l’equilibrio psicologico della donna: i figli che si allontanano emotivamente e fisicamente, il partner che vive a sua volta un periodo di crisi e di turbamento nel passaggio di età, o le difficoltà sul lavoro dovute al confronto con colleghi più giovani.

E’ dunque difficile stabilire quanto incidano gli ormoni nel determinarsi dei disturbi fisici e dell’umore e quanto il dover far fronte a nuove situazioni non sempre facili da affrontare.

La terapia ormonale sostitutiva e le tecniche dolci

Ad ogni modo, quando i malesseri risultano difficili da tollerare è opportuno rivolgersi al ginecologo di fiducia e valutare l’opportunità del ricorso alla terapia ormonale sostitutiva (TOS).

Non è detto che sia sempre necessario farvi ricorso: ciascuna donna deve essere attiva nel valutare i pro e i contro di tale scelta, senza sopravvalutarla né demonizzarla, tenendo anche conto delle enorme risorse offerte dalle terapie naturali e da tecniche di rilassamento come il Training Autogeno.

L’importante è mantenere un atteggiamento costruttivo e mai rassegnato: non è affatto detto che i disturbi della menopausa vadano sopportati passivamente!

Il benessere fisico, si sa, non può prescindere da quello mentale e nel curare il nostro corpo dobbiamo tener conto delle nostre istanze psichiche più intime e profonde: stiamo bene con il nostro corpo se abbiamo raggiunto un buon equilibrio psicologico

Ciascuna donna affronta il periodo della menopausa con il proprio bagaglio di vissuti personali e di aspettative. Chi si aspetta un periodo difficile e doloroso, probabilmente metterà in atto una serie di atteggiamenti mentali che determineranno l’avverarsi della profezia. Al contrario, le donne che non attribuiscono connotazioni negative alla menopausa e non si aspettano di soffrire per i malesseri ad essa legati, hanno maggiori probabilità di viverla senza disturbi o con effetti trascurabili.

A questo proposito, è significativo il fatto che presso le culture in cui la donna, con l’avvento della menopausa, acquista uno status sociale di prestigio, i disturbi fisici sono quasi del tutto sconosciuti.

Di norma, le donne che tendono a vivere più serenamente la fine dell’età fertile sono coloro che si sono realizzate, hanno una vita ricca di significati e intendono continuare a trarre il meglio da essa. Al contrario, le donne con la tendenza ad auto svalutarsi, tendenti al pessimismo, o che hanno incentrato la propria auto-affermazione sull’avvenenza fisica, tendono a considerare la menopausa come un lutto.

Per tutte, comunque, la menopausa porta dei cambiamenti e la psicologia ci insegna che l’adattamento è la risposta sana al cambiamento.

Che cosa significa adattamento per la donna che entra in menopausa?

 

Di sicuro l’accettazione del corpo che cambia e la tendenza a valorizzarne gli aspetti positivi piuttosto che enfatizzare gli inevitabili aspetti negativi.

Ma non solo. Con il passare degli anni, cambiano i valori, le aspettative, il modo di vivere i rapporti interpersonali, tutte variabili che contribuiscono a conferire significato alla vita.

Talvolta può accadere di continuare a incentrare la propria vita su un sistema di valori non più attuale, e di avvertire, di conseguenza, un senso di disadattamento, di estraneità nei confronti di se stessa e del mondo esterno.

 

Che fare? Ridefinire il senso della vita

Le situazioni cambiano e quello che è andato bene finora potrebbe non essere più attuale. Non sempre questo passaggio così delicato può essere fatto da sole e l’avvento della menopausa potrebbe essere un’ottima occasione per ripensare al senso della propria vita con il sostegno di una psicoterapia, per ridefinire le aspettative e gli obiettivi della propria vita e per affrontare eventuali problemi rimasti a lungo irrisolti.

Nuovi obiettivi portano con sé voglia di nuovo, e un entusiasmo che aiuta a compensare gli aspetti negativi del cambiamento.

Ci si può focalizzare su:

La propria persona

Possiamo adattarci al cambiamento del corpo sottolineandone i lati positivi.

Si può curare la propria persona con maggiore attenzione a un sano stile di vita, come si è detto, ma anche valorizzando l’aspetto estetico: nuove scelte nell’abbigliamento, nel trucco, nel taglio e nel colore dei capelli possono diventare un modo per adattarsi in maniera armoniosa al cambiamento piuttosto che contrastarlo.

Chi lo contrasta a ogni costo corre il rischio di diventare patetica: anche chi a cinquant’anni ha ancora un bel corpo, non passa inosservata se si veste come un’adolescente!

Il rapporto con il partner

 

Chi vive con il partner di sempre può avvertire la necessità di ripensare il rapporto, trovare nuove forme di comunicazione, modalità differenti di condivisione.

O, ancora, se la relazione non funziona, potrebbe essere questo il momento di chiedere aiuto a un professionista, per valutare come migliorarla, o, se ciò non è più possibile, come chiuderla per guardare oltre. 

Chi invece è single può domandarsi che cosa si aspetta oggi da un uomo e aprirsi a nuove relazioni, magari diverse da quelle tradizionali. Ad esempio, molti senior preferiscono non rinunciare alla propria casa e alle proprie abitudini, pur condividendo spazi fisici ed affettivi con il nuovo partner.

In entrambi i casi, anche la sessualità può essere vissuta con modalità diverse, finalmente libere dal pensiero della contraccezione. Una cosa è ormai accertata: la menopausa non porta inevitabilmente la fine del desiderio, né della possibilità di vivere una sessualità appagante!

La vita sociale

In tutte le età il rapporto con gli altri aiuta a vivere traendo stimoli positivi dal confronto. Tanto più in un momento delicato della vita, è utile non isolarsi, ma al contrario arricchirsi grazie agli stimoli che vengono dall’esterno.
E’ importante anche parlare tra donne, per confrontarsi su come ciascuna vive questa fase. Ci si sente meno sole e si comprende che ciò che si prova è normale, visto che tante altre vivono sensazioni analoghe. 

Il rapporto con i figli

Chi ha incentrato la propria vita sulla cura dei figli, deve ricalibrare il proprio ruolo di madre su una relazione tra adulti, con persone che non hanno più la necessità di essere protette e accudite, ma accettate per ciò che sono diventate.
Chi madre non lo è diventata, per scelta o per destino, deve fare i conti con la maternità non vissuta e investire le proprie energie affettive su oggetti d’amore alternativi.

Il lavoro

Le donne che hanno dedicato molte energie alla professione possono cercare nuovi stimoli, modalità nuove di re-interpretare il lavoro di sempre, o iniziare a pensare a quali sogni nel cassetto hanno rinunciato e immaginare come realizzarli, man mano che il lavoro diventerà meno centrale nella loro vita. 

Anche chi non ha mai lavorato può pensare a una seconda vita: magari coltivando hobby che possono trasformarsi in lavori.

In conclusione

In conclusione, se è vero che la menopausa rappresenta una crisi nella vita di una donna, è altrettanto vero che può essere trasformata in una opportunità di crescita e di maturazione personale, verso nuovi obiettivi di vita.

Psicologa Psicoterapeuta – Ordine degli Psicologi del Lazio N.  2016