Amori supernova. Psicosoccorso per cuori spezzati senza un perché 

Amori supernova. Psicosoccorso per cuori spezzati senza un perché 

             Non sei tu, sono io. Sei una persona meravigliosa, ma… non ti amo più.

Inizia spesso con queste parole il tormento di chi, abbandonato senza un perché, subisce un tracollo emotivo devastante.

Dopo I narcisisti perversi e le unioni impossibili, Enrico Maria Secci va ancora una volta dritto al cuore dei suoi lettori, trattando dell’abbandono repentino e immotivato del partner in una relazione che appariva priva di problemi. 

Secci li chiama amori supernova: come le esplosioni stellari, sono improvvisi e devastanti.

Amori supernova conferisce dignità scientifica a un argomento spesso sbrigativamente reputato appannaggio della posta del cuore nelle riviste femminili.

Sfatando il luogo comune per cui, nella rottura di una coppia, la “colpa” è sempre di entrambi, Secci evidenzia una vera e propria psicopatologia in chi abbandona il partner dal giorno alla notte e senza conoscere le motivazioni del proprio cambiamento.

La vittima dell’abbandono incorre in un vero e proprio “disastro emozionale”, un trauma che, se non adeguatamente elaborato, può evolvere in una sindrome psicopatologica paragonabile al disturbo post traumatico da stress.

Disperazione, incredulità, autocolpevolizzazione, rabbia, amarezza, attesa, rassegnazione: così è lastricato il percorso di dolore di chi è stato abbandonato.

E’ un percorso che porta inevitabilmente alla perdita del senso della propria vita, e la perdita del senso – come ci ha insegnato il grande psicologo Viktor Frankl – conduce alla depressione.

Psicosoccorso per cuori spezzati senza un perché, recita il sottotitolo. 

Si può intervenire – e si deve – perchè la persona abbandonata elabori il lutto e non riproduca in una relazione futura le medesime dinamiche disfunzionali che hanno favorito la rottura.

Secci delinea i percorsi possibili. Parte dalla diagnosi, enucleando i tratti di personalità ricorrenti in chi abbandona e proponendo degli strumenti per individuarli.

Attraverso la narrazione di storie reali, tratte dalla sua esperienza professionale, l’Autore illustra i contesti psicologici che favoriscono il fenomeno, le dinamiche psicologiche di chi abbandona e di chi è abbandonato e le soluzioni possibili per ritrovare nuovi e più funzionali equilibri.

Suggerisce dunque i percorsi terapeutici più adatti, e lascia intendere che il sostegno dello psicoterapeuta è di vitale importanza per poter affrontare in maniera equilibrata le relazioni future.

Secci ha mantenuto i contatti con le coppie di cui ha narrato la storia, potendone così valutare la situazione a distanza di tempo dalla fine della terapia.

Sorprende constatare che spesso l’abbandono del partner non ha portato alle persone supernova la realizzazione sperata. Al contrario, le ritroviamo deluse e smarrite, a idealizzare l’amore ormai perduto che, al contrario, ha recuperato un sano equilibrio emotivo e affettivo.

Non sempre è così. Può anche accadere che  i partner riescano a ricostruire la coppia su basi rinnovate, ma per fare questo occorre la volontà e la capacità da parte di entrambi di mettersi seriamente in discussione.

Amori supernova è una lettura molto utile per chi subisce il trauma dell’abbandono, ma non è un manuale di auto aiuto: se mai, suggerisce spunti di riflessione su cui impostare il proprio percorso di superamento del trauma, possibilmente con il sostegno di un professionista.

È utile alla supernova, perché rifletta sul fatto che probabilmente non è l’abbandono del partner la soluzione al suo disagio, ma forse c’è dell’altro e vale la pena di approfondire.

È utile allo psicoterapeuta, che coglierà le coordinate cliniche efficaci nell’approccio alle dinamiche di chi è abbandonato e di chi abbandona.

Il linguaggio è quello consueto di Enrico Maria Secci, come lo conosciamo grazie al suo blog e ai suoi numerosi libri: chiaro e comprensibile a tutti, pur nel rispetto del rigore scientifico.

Infine, una considerazione. L’opera è il risultato degli studi e della esperienza clinica dell’Autore, ma riflette tutta la sua umanità. 

Secci, infatti, confida di sapere che cosa si provi, avendo sperimentato egli stesso il dolore di cui scrive. Lo psicoterapeuta non è esente dalla sofferenza e, quando arriva, ha il dovere morale di gestirla correttamente, per aiutare al meglio i pazienti.

Anche lui dunque ha sofferto e lavorato intensamente per riprendere in mano la sua vita.

E alla sua supernova il dottor Secci dedica questo libro.

Enrico Maria Secci

Amori Supernova. Psicosoccorso per cuori spezzati senza un perché

Youcanprint, 2017

Io ci sono

Io ci sono

Lucia Annibali Io ci sonoIl 16 aprile 2013 Lucia Annibali, giovane avvocatessa di Pesaro, rientrando la sera nel suo appartamento, trova ad attenderla un uomo che le lancia dell’acido sul viso e su una mano, sfigurandola. Lucida e determinata, pur nel dolore tremendo e nella confusione del momento, Lucia fa subito il nome del mandante: Luca Varani, anch’egli avvocato, con cui ha avuto una relazione tormentata. 

Varani viene arrestato la notte stessa.

Inizia per Lucia un calvario difficile da descrivere, fatto di interventi dolorosi e alternarsi di speranze e delusioni.

A distanza di un anno, proprio nei giorni in cui Varani viene condannato a vent’anni di carcere, Lucia Annibali pubblica la sua storia, in collaborazione con la giornalista Giusi Fasano, che con delicatezza e competenza la aiuta a dare parole al suo dolore.

E’ la storia di un anno di vita: dalla sera dell’acido – le Twin Towers della vita di Lucia – fino all’inizio della nuova vita.

Entriamo, anzi, veniamo catapultati, nella vita di Lucia la sera dell’agguato e la seguiamo con il fiato sospeso al Pronto Soccorso di Pesaro e poi al Centro Grandi Ustioni di Parma, mentre di ora in ora si svelano terribili verità: gli occhi non vedono più e non si sa se vedranno ancora, la pelle cola via e con essa i connotati del bellissimo volto di Lucia.

Lei non molla: decide subito di farcela, lo deve a se stessa, alla sua splendida famiglia che soffre accanto a lei, e, soprattutto, vuole, deve, voltare pagina, chiudere con la vita di prima, con il rapporto di non amore, il mostro che l’ha portata fin qui. E non c’è posto per l’odio e il rancore: chi ha voluto tutto questo diventa semplicemente “lui”, non merita nemmeno un nome, il suo nome Lucia non lo pronuncerà più.

Se c’è un mostro che ha voluto uccidere Lucia offendendone la bellezza, c’è anche un mondo di persone bellissime, Lucia le scopre giorno per giorno, mentre la prendono per mano per uscire dalla disperazione: dalla famiglia agli amici, dal personale medico agli investigatori, fino alla gente comune che vuole farle giungere una parola di solidarietà. Tutti hanno un posto in questa vicenda corale di solidarietà e di risposta all’odio e alla follia distruttiva.

Nel suo letto di ospedale, al buio in cui è sprofondata, Lucia rivive la sua storia di non amore, per raccontarla agli inquirenti, ma anche per liberarsene per sempre.

E noi la seguiamo con lei, stupiti quanto lei del fatto che non si sia accorta di tanti segnali, campanelli di allarme che – visti da fuori – farebbero dire a chiunque: “Ma come, non ti accorgi che in questa relazione troppe cose non vanno?”

Non deve essere stato facile scrivere queste pagine, ma leggendole si avverte l’urgenza che le ha dettate; è una sorta di percorso terapeutico che, come tale, ha in sé tanto dolore, ma promette alla fine la consapevolezza e la libertà.

Mi piacerebbe che tante persone leggessero questo libro per ricordarsi che il coraggio e la determinazione permettono di vincere anche le battaglie più dure e Lucia ce lo dimostra: è grazie al suo coraggio che giorno dopo giorno ha ricostruito il suo volto, ha ridato luce ai suoi occhi che sembravano spenti per sempre e ha iniziato una nuova vita, più intensa e significativa che mai.

Vorrei che lo leggessero in tanti – uomini e donne – perché il monito di Lucia è che la violenza, la mancanza di rispetto e di lealtà non sono mai segni di amore, ma atti da respingere sempre, fin dal primo momento: accettarne o sottovalutarne uno può significare l’inizio di una catena senza fine che può portare conseguenze tragiche.

Il Presiedente della Repubblica ha conferito a Lucia l’Onorificenza di Cavaliere al merito della Repubblica italiana, e ha scelto l’8 marzo 2014, la giornata mondiale della donna, per onorare assieme a lei tutte le donne che hanno subito violenza.

Si tratta di un gesto significativo, ma non va dimenticato che la violenza non ha genere.

Lucia Annibali – Giusi Fasano, Io ci sono. La mia storia di non amore, Rizzoli, 2014.