Le mie attività in studio

Il primo colloquioPresso il mio studio, mi occupo di Diagnosi psicologica, Consulenze Psicologiche, Tecniche di rilassamento, Psicoterapia, Psicoprofilassi al parto, Orientamento scolastico e professionale.

Diagnosi psicologica

E’ possibile effettuare la diagnosi psicologica per mezzo della somministrazione di test psicologici e del colloquio anamnestico. I test servono a raccogliere informazioni dettagliate e oggettive sulla persona in esame. Possono essere proiettivi o strutturati. Con l’uso di questi strumenti si possono esplorare la struttura di personalità, le attitudini, gli interessi, i valori, il livello di sviluppo intellettivo o psicomotorio. Dopo aver somministrato i test, lo psicologo conduce un colloquio per approfondire i risultati dei test e formulare una valutazione globale della persona in esame.

Consulenze Psicologiche

Non sempre si consulta lo Psicologo per intraprendere una Psicoterapia.

In assenza di situazioni patologiche, è possibile focalizzare l’attenzione su una problema specifico e programmare un breve ciclo di sedute per elaborare le strategie migliori atte a risolverlo. In questo caso, si parla di Consulenza psicologica, o Counseling.

Tecniche di rilassamento

Insegno il Training Autogeno, che – a mio avviso – è la più valida tra le tecniche di rilassamento.

Si può utilizzare il TA in contesti non clinici: per migliorare le prestazioni sportive o artistiche, o per favorire la concentrazione, solo per fare qualche esempio. In ogni caso, sempre per prevenire gli effetti dello stress.

Il TA può essere utilizzato in combinazione con il Rilassamento progressivo di Jacobson, soprattutto nei casi di difficoltà iniziali nell’apprendimento.

Insegno anche la Mindfulness, un metodo che trae origine dalla meditazione buddista vipassana, e si avvale delle conoscenze della psicologia cognitivo comportamentale.

Psicoterapia

La psicoterapia che utilizzo si basa sul Training Autogeno di Schultz e da questo metodo prende il nome: Psicoterapia autogena. Il Training Autogeno, infatti, non è solo una tecnica di rilassamento assai valida, ma con la guida dello psicoterapeuta, può costituire la base di una psicoterapia breve molto efficace. Il percorso terapeutico inizia con l’apprendimento del TA e porta in breve tempo ad una iniziale sedazione dell’ansia generalizzata e degli eventuali sintomi a questa correlati. A questa prima fase di sedazione emotiva, segue una successiva di normalizzazione neurovegetativa: migliorano tutte le funzioni dell’organismo. Ciò comporta maggior sicurezza e fiducia in se stessi e motivazione a proseguire nel percorso terapeutico. In molti casi, già a questo punto migliorano i sintomi che hanno portato alla richiesta di intervento. Successivamente è possibile proseguire nella terapia tramite l’elaborazione di formule specifiche dirette al sintomo somatico (le cosiddette formule d’organo) e comportamentale (formule di proponimento). E’ possibile anche intervenire su sintomi specifici, ad esempio le fobie, con una tecnica detta desensibilizzazione autogena. A questo punto della terapia, si può precedere con le Tecniche Autogene Superiori, che conducono alla focalizzazione e all’approfondimento delle problematiche del paziente attraverso l’esplorazione del suo mondo interiore. Tra queste, le più utilizzate sono la Neutralizzazione Autogena di W. Luthe, il Training Autogeno Superiore di J.H.Schultz, e il più recente Percorso Autogeno Immaginativo di L. Masi.

Psicoprofilassi al parto

La psicoprofilassi al parto consiste nella preparazione non soltanto all’evento fisiologico del parto, ma alla nascita, intesa come una festa, un momento forte nella vita della coppia. Ed è alla coppia che mi rivolgo, chiedendo espressamente che il futuro padre sia presente agli incontri e, se possibile, anche al parto. 

Ritengo che non solo il parto, ma la gravidanza prima e l’inserimento del bambino nel nuovo sistema, dopo, sono momenti di grande importanza e, se vengono ben affrontati, è possibile prevenire tanti problemi che spesso affiorano dopo la maternità (depressione, cattiva percezione dello schema corporeo da parte della donna, difficoltà di coppia, solo per citarne alcuni). Il metodo che utilizzo è il RAT (Training Autogeno Respiratorio). Si articola in sette sedute, ciascuna ripartita in due momenti distinti. Nella prima parte dell’incontro vengono fornite informazioni circa i meccanismi fisiologici e psicologici del dolore, la gravidanza, il parto, il puerperio. Si parte infatti dal presupposto che ciò che non si conosce ingenera ansia e paura e che la paura è il primo anello della catena paura – tensione – dolore. Nella seconda parte dell’incontro si insegna la tecnica del RAT Attraverso una progressione di esercizi la gestante impara un tipo di rilassamento che investe sia la sfera fisica che quella psichica e di cui può giovarsi già in gravidanza. Tale rilassamento verrà utilizzato durante il travaglio e il parto per renderne l’espletamento più rapido e meno doloroso. E’ provato che la madre ben rilassata aiuta il suo bambino a nascere con minor trauma rispetto a quella tesa e spaventata. Non ultimo, il fatto di apprendere una tecnica che può essere utilizzata in proprio, anche in assenza dell’operatore, dà alla futura madre un’autonomia e un senso di padronanza di sé nel momento in cui pone le basi del rapporto che la legherà al proprio figlio.

Orientamento scolastico e professionale

Scopo dell’orientamento è guidare i ragazzi e le loro famiglie alla scelta della scuola superiore e del corso di studi universitario. Lo psicologo orientatore aiuta a focalizzare l’attenzione su due poli: quello esterno (realtà scolastica, lavorativa, sociale, ecc.) e quello personale, mettendo in luce le potenzialità, le preferenze e i valori del ragazzo. La conoscenza di questi elementi facilita il ragazzo nell’operare una scelta più matura e a non farsi fuorviare da aspettative poco realistiche, proprie o della famiglia. La prima parte del lavoro di orientamento consiste dunque nel guidare il ragazzo nella conoscenza delle possibilità offerte dalla scuola superiore o dai vari corsi universitari e dalle opportunità del mondo del lavoro. La seconda parte consiste nella somministrazione di test atti a valutare le attitudini, gli interessi e i valori professionali. Si cerca in questo modo di fornire al ragazzo gli strumenti necessari per operare una scelta il più possibile matura e consapevole, che tenga conto sia delle reali opportunità offerte dalla scuola e del mondo del lavoro, sia delle proprie potenzialità.