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Un libro per riflettere |
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Nel mio grande dolore per la perdita di questo grande uomo della mia vita ho la consolazione di averlo visto andare incontro e terminare serenamente il suo percorso terreno. Ora è libero da quel corpo che tanto lo ha appesantito nella sua vita e al quale aveva sempre chiesto il massimo. Ho accettato la sua decisione e spero che trovi la pace, la libertà e la giustizia a cui anelava in questa vita. Anche se i nostri percorsi di fede erano differenti nella vita terrena, sono convinta che approdino in quell'infinito mare dove c'è posto per tutti. (Mina Welby, 21 dicembre, 2006).
Piergiorgio Welby
Roma, Rizzoli, 2006
aiutami a morire!
sono disperatamente solo!
ti amo più della vita
sei stata la sola persona che
non mi abbia mai deluso
la nostra storia non deve naufragare nell’orrore (Piergiorgio Welby, 9 dicembre 2002)
Wilma ed io stiamo affrontando il più periglioso dei mari: il mare della vita. E’ un mare in cui tutti navighiamo, ma tutti con natanti diversi. Il nostro è questa zattera che va disfacendosi… Restare a galla non è la cosa più importante e non è importante sapere l’ora e il giorno del naufragio. Com’è difficile tenere assieme i frammenti d’un io disgregato nel riflesso schizoide della propria natura umana. (12 maggio, 2005)
“Io amo la vita, Presidente. Vita è la donna che ti ama, il vento tra i capelli, il sole sul viso, la passeggiata notturna con un amico. Vita è anche la donna che ti lascia, una giornata di pioggia, l’amico che ti delude” (22 settembre, 2006).
“Vorrei che i sogni perduti o abbandonati al mattino vicino al dentifricio, o quelli traditi per vigliaccheria o per calcolo cinico o per timore degli altri, ritrovassero la strada e rimanessero al mio fianco per farmi compagnia.
E vorrei morire all’alba insieme a loro”. (2006)
12 giugno 2002. Piergiorgio Welby, con enormi difficoltà va a votare al referendum sulla fecondazione assistita e la ricerca scientifica, e il suo voto diventa il simbolo dei centomila voti non espressi da altrettanti disabili non più trasportabili, costretti all’astensione. Questo suo gesto apre la strada a una norma speciale, che ha consentito ai malati intrasportabili di votare presso il proprio domicilio alle ultime elezioni politiche, il 9 e 10 aprile del 2006.
Piergiorgio Welby si è battuto anche per il libero accesso agli strumenti per la libertà di parola e per la vita indipendente dei disabili e contro le barriere culturali, per ottenere i libri di nuova edizione anche in forma digitale.
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© Patrizia Belleri
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