Dr.ssa Patrizia Belleri - Psicologa Psicoterapeuta
  Un libro per riflettere     
Un libro per riflettere


Simonetta Putti
Ferdinando Testa


(a cura di)




CORPO RIFLESSIONE IMMAGINE
Alpes Editore










Recensione a cura di Emiliano Lambiase



Per me, in quanto psicoterapeuta di orientamento cognitivo-interpersonale, leggere e recensire questo libro non è stato immediatamente semplice in quanto scritto a partire da approcci teorici, clinici e pratici fondamentalmente diversi dal mio. Eppure, dopo un po’, i concetti hanno iniziato a tradursi in una terminologia a me più familiare, permettendomi non solo di comprendere ma anche di notare affinità e similitudini con il mio paradigma di riferimento.
Corpo, riflessione e immagine una triade che, volendo creativamente definirla in ambito cognitivo, potrei rinominarla: corpo, stati mentali e matacognizione. E, anche in questo caso, abbiamo a che fare con tre degli elementi principali che costituiscono la terapia cognitiva. Ma, in fondo, che il modello di riferimento sia analitico oppure cognitivo è la persona a essere al centro dell’indagine e dell’impegno terapeutico, per cui i diversi paradigmi riflettono punti di vista diversi dello stesso Uomo, inteso come «irriducibile unità somato-psichica-culturale» (Putti e Callieri, 2012).
Al fine di immergersi nella complessità caratteristica dell’Uomo, gli Autori ci guidano in un percorso avventuroso in diversi ambiti di riflessione torica, clinica e culturale, prettamente umana e spirituale. Un percorso avventuroso perché, per riuscire a percorrerlo senza smarrirsi o desistere, è necessaria una certa maturità professionale o, quantomeno, l’apertura mentale necessaria per lasciare le rassicuranti teorie deterministiche o gli approcci terapeutici che dal sintomo conducono direttamente alla tecnica per produrre una guarigione predeterminata negli esiti desiderati. Il percorso suggerito, invece, è ben diverso, dato che parte sì dalla sofferenza della persona, ma questa è solo il punto di partenza per giungere al senso e alla relazione, veri ambiti di crescita e maturazione personale, ormai sempre più patrimonio condiviso anche in psicoterapia cognitiva. Basti pensare ai recenti modelli cognitivo-evoluzionista (Liotti, 1994/2005, 2001), metacognitivo-interpersonale (Semerari, 1999; Dimaggio e Semerari, 2003; Dimaggio e Lysaker, 2011) e, al più recente, cognitivismo-interpersonale (Cantelmi, 2009).
Ma non solo, anche le ricerche in ambito neurobiologico riconoscono sempre di più che la nostra mente è per sua natura intersoggettiva e orientata alla ricerca e produzione di storie che diano senso alla vita. Soprattutto storie di natura interpersonale (Siegel, 1999; Cozolino, 2006). E, quindi, l’ambito intersoggettivo e quello di ricerca di senso, alla fine confluiscono e divengono la base centrale che non solo costituisce l’essere umano in quanto tale, ma che, proprio per questo stesso motivo, non possono essere escluse dal setting clinico se vogliamo davvero prenderci cura dell’Uomo, e non dei suoi sintomi.
E, quello di ricerca del senso e della relazione, è un percorso narrativo che non prevede strade, tecniche o strategie precostituite ma, in primis, la capacità personale di sapersi avventurare nel rapporto Io-Tu della relazione terapeutica, dove viene persa la rassicurante posizione di osservatore distaccato-oggettivo-imparziale, per assumere quella di compagno di viaggio e co-costruttore di quella stessa realtà che si cerca di comprendere, e aiutare a far comprendere, significare, gestire e condividere.
Gli strumenti che gli Autori ci forniscono, quindi, non sono delle semplici spiegazioni psicopatologiche o delle possibili tecniche risolutorie, ma degli ambiti di indagine, di riflessione e di approfondimento personale, lasciando a ognuno di noi il compito di approfondirli e integrarli nella nostra vita e nella nostra pratica. Ci mostrano e ci illustrano, stimolano la nostra capacità di comprendere, riflettere e integrare. Qualità non da poco in una società che cerca sempre più di semplificare e dissociare, per rendere tutto più facilmente fruibile nei contenuti e nelle porzioni.
Un libro, quindi, come dicevo, per menti terapeutiche – ma prima di tutto menti – mature o desiderose di maturare.

Bibliografia citata

Cantelmi, T. (2009) (a cura di). Manuale di psicoterapia cognitivo-interpersonale. Prospettive e integrazione. Roma: Alpes Italia.
Cozolino, L. (2006). The neuroscience of human relationships. Attachment and the developing social brain. New York: W. W. Norton & Company (trad. It. Il cervello sociale. Neuroscienze delle relazioni umane. Milano, Raffaello Cortina Editore, 2008). Dimaggio, G., Lysaker, P.H. (2011) (a cura di). Metacognizione e psicopatologia. Milano: Raffaello Cortina Editore.
Dimaggio, G., Semerari, A. (2003) (a cura di). I disturbi di personalità. Modelli e trattamento. Roma-Bari: Editori Laterza.
Liotti, G. (1994). La dimensione interpersonale della coscienza. Roma: La Nuova Italia Scientifica (2a ed.: Roma: Carocci, 1998; nuova ed.: Roma: Carocci, 2005).
Liotti, G. (2001). Le opere della coscienza. Psicopatologia e psicoterapia nella prospettiva cognitivo-evoluzionista. Milano: Raffaello Cortina Editore.
Putti, S., Callieri, B. (2012). Corpo Riflessione Immagine. In Putti, S., Testa, F. (a cura di). Corpo Riflessione Immagine (pp. 1-14), Roma: Alpes Italia.
Siegel, D. (1999). The Developing Mind. New York: Guilford (trad. it.: La mente relazionale. Neurobiologia dell’esperienza interpersonale. Milano: Raffaello Cortina Editore, 2001).


Emiliano Lambiase