Il Training Autogeno come terapia: le Formule specifiche
Come si è gia detto presentando il Training Autogeno, l’efficacia del metodo si basa su due concetti fondamentali individuati da Schultz: la contemplazione passiva e l’ideoplasia. Durante la contemplazione passiva si realizza un particolare stato di coscienza caratterizzato da una predominanza emisferica destra, in virtù della quale viene allentato il controllo razionale. In tale situazione è possibile esperire vissuti tipici, che investono sia la sfera fisica che quella psichica, come sa bene chi è esperto di TA. Per effetto dell’ideoplasia è possibile tramutare un’idea in un vissuto somatico: la distensione muscolare, la pesantezza, il calore, la sensazione di fresco. Utilizzando questi due princìpi, nonché molte delle leggi che governano l’apprendimento (tra queste, la ripetizione dei contenuti da apprendere, la significatività degli stessi, la motivazione all’apprendimento), Schultz ha ritenuto di poter modificare alcuni vissuti corporei disfunzionali e anche alcuni comportamenti indesiderati, attraverso la ripetizione mentale di formule specifiche, che ha denominato formule d’organo e formule di comportamento. Tali formule vanno elaborate alla fine dell’apprendimento dell’intero ciclo inferiore del T.A., quando ormai il paziente è padrone dei sette esercizi standard ed è in grado di richiamarne i vissuti in maniera automatica. Una volta elaborata la o le formule utili al problema specifico, il paziente le ripeterà alla fine delle sue abituali ripetizioni dei primi sette esercizi.
Formule d’organo
Le formule d’organo riguardano praticamente qualsiasi apparato o organo del corpo e sono mirate a convogliare distensione, calore (vasodilatazione), fresco (vasocostrizione), a seconda della necessità. Alcuni dolori viscerali sono resi più intollerabili dalla tensione, in una sorta di circolo tensione-dolore che si auto alimenta e accresce la percezione del dolore. In questi casi possono essere efficaci formule atte a provocare distensione. Ad esempio il mio stomaco si distende, in caso di crampi addominali, o l’utero si rilascia, nei casi di dismenorrea o anche durante il travaglio di parto, negli intervalli tra una contrazione e l’altra. Molte forme di dolore articolare traggono giovamento dal calore, pertanto si possono elaborare formule atte a provocare vasodilazione nella parte dolente del corpo: ad esempio le mie spalle sono calde. Alcune patologie essendo mediate dalla vasodilatazione, traggono beneficio dalla vasocostrizione, tipica è l’emicrania. In questo caso può dare giovamento una formula come la mia testa è fresca. Oppure, nel caso della rinite allergica: narici fresche e pervie. Vi sono anche problematiche che riguardano una parte del corpo, ma la loro origine è quasi sempre psichica. Si pensi alle disfunzioni del comportamento sessuale (ove non vi siano problemi organici), quali la difficoltà erettile psicogena nell’uomo o la dispareunia nella donna. In questo caso è utile elaborare formule che riguardino sia gli organi interessati che la distensione mentale. E’ appena il caso di sottolineare che in presenza di situazioni complesse, quali appunto le problematiche sessuali, le formule specifiche del T.A. rappresentano uno strumento che ha valore e dà risultati apprezzabili solo se inserito nell’intero processo psicoterapeutico, divenendo quasi del tutto privo di efficacia se utilizzato da solo. E’ evidente, infatti, che in questi casi si affronta il problema sessuale nell’ambito di un approccio terapeutico complesso, in cui si considera il sintomo come un aspetto di una problematica ben più vasta. Il TA viene dunque utilizzato come uno strumento importante, ma non unico, nella terapia.
Formule di comportamento
Le formule di comportamento hanno lo scopo di modificare positivamente comportamenti patologici, come le fobie, o semplicemente poco desiderabili, come l’abitudine al fumo o la difficoltà a concentrarsi. Per quel che attiene le formule comportamentali, queste si possono paragonare agli ordini post ipnotici impartiti alle persone in stato di trance: la mente inconscia li registra per poi eseguirli al momento opportuno. Ad esempio, nel caso di chi vuol avvalersi del T.A. per smettere di fumare, potrebbe rivelarsi utile una formula come: la sigaretta mi è indifferente Un’altra indicazione delle formule comportamentali riguarda le fobie. In questi casi si possono elaborare formule che rimandino all’evento temuto, sottraendone la carica ansiogena: guidare l’auto è facile e piacevole, ad esempio, se si è in presenza di fobia dell’auto e se nella storia del paziente vi sono episodi di ansia o panico durante la guida. In questi casi, come già si è detto a proposito delle problematiche sessuali, non si pretende di affrontare problematiche vaste e complesse con il solo T.A., ma lo si inscrive in una relazione terapeutica multimodale. Anche nel trattamento delle fobie, come nelle situazioni patologiche in genere, ovviamente, il procedimento è assai più complesso e non si limita al suggerimento di una formula specifica. L’utilizzo del TA e delle formule comportamentali non è che una delle tecniche nell’ambito della psicoterapia.
Come si elaborano le formule
L’elaborazione delle formule deve seguire alcune regole. La formula deve essere piacevole, breve, sempre la stessa. Deve inoltre essere positiva o neutra, mai negativa. Deve essere piacevole per la persona che la utilizzerà, per questo è importante che paziente e terapeuta la elaborino insieme. Non tutti hanno la medesima sensibilità al linguaggio e per alcuni scegliere una parola piuttosto che un’altra rappresenta una differenza non da poco. La formula dovrebbe possedere una certa musicalità, per qualcuno è persino utile che sia in rima. Che sia breve è importante per ricordarla senza sforzo e per ripeterla in poco tempo. La sua funzione è quella di innescare una reazione stimolo-risposta, secondo i più classici postulati delle leggi dell’apprendimento. Per questo è importante che una volta scelta non venga modificata. E’ essenziale che sia positiva o neutra, nel rispetto del “lasciar accadere” tipico dello spirito del Training Autogeno. La sigaretta è indifferente, pertanto, va senz’altro preferita a Fumare fa male oppure Non devo più fumare.
Desensibilizzazione autogena
Si tratta di una tecnica più complessa della semplice elaborazione di formule specifiche e può essere suggerita al paziente in aggiunta a queste ultime. Anche in questo caso la base teorica del procedimento è assai simile a quel che avviene durante la trance ipnotica, quando il terapeuta conduce il paziente ad immaginare la situazione che teme e, nel frattempo, pronuncia parole atte ad abbassare il livello di ansia riguardo la situazione stessa. Nel caso della desensibilizzazione autogena si può ottenere una modificazione comportamentale in questo modo: si guida il paziente in stato autogeno ad immaginare la situazione che gli genera timore e lo si stimola a produrre immagini mentali di intensità crescente di ansia. Ad esempio, nel già citato caso della fobia della guida dell’automobile, si può invitare il paziente ad immaginare se stesso nell’atto di prendere le chiavi dell’auto e uscire di casa (intensità minima di ansia). Poi si aumenta l’intensità, facendogli immaginare di salire in auto, accendere il motore, fare qualche breve giro intorno a casa e poi allontanarsi sempre di più dai luoghi familiari e rassicuranti, fino a fargli immaginare di poter andare ovunque. In seguito egli metterà in atto da solo il comportamento temuto, mentre le parole del terapeuta, registrate dalla sua mente inconscia, “lavorano” contro la sua paura. Un procedimento del genere richiede alcune sedute e va proposto nell’ambito di una psicoterapia.